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Ciao Daisy

Ciao Daisy

Daisy Coleman, classe 1997, ieri si è suicidata. Daisy (la cui storia è narrata nel documentario di Netflix Audrie e Daisy), a 14 anni era stata fatta ubriacare e poi violentata da un gruppo di ragazzi più grandi della sua zona, che l’hanno poi lasciata in mezzo alla neve fuori dalla porta di casa sua, semincosciente e mezza nuda. Lei e la sua famiglia denunciarono l’accaduto, ma da quel momento furono loro ad essere perseguitati, perché accusati di voler “rovinare la vita” a quei ragazzi, promesse sportive e figli di politici locali. Al fratello fu troncata la carriera sportiva, la madre perse il lavoro, e dopo una serie di minacce e atti vandalici, qualcuno appiccò fuoco alla loro casa, e alla fine si dovettero trasferire. I colpevoli non furono mai puniti. Nella nuova vita di Daisy sembrava esserci un lento e complesso recupero, sui suoi social messaggi di speranza si alternavano a periodi bui e inquieti, ma aveva finito gli studi, lavorava e aveva fondato con altre sopravvissute un’associazione per aiutare le vittime degli abusi. Ma, dopo 9 anni di fatica e lotta, alla fine il dolore subito deve averla sovrastata.
Scusa Daisy per questo mondo orrendo che hai trovato ad ospitare i tuoi 23 anni di vita, e che non siamo riuscite a cambiare in tempo nemmeno per te.
Spero tu possa finalmente riposare in pace. E che qualcuno possa aiutare la tua mamma.

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