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Ciao George, R.I.P.

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Quanti bei servizi carini in questi giorni su George Michael. Ai giornalisti non sarà parso vero: i coccodrilli (necrologi di persone note) per loro conto sono in genere dei pezzi molto amati, perché sguazzano nell’emotività della gente. In più, in questo caso c’erano anche lo scoop della morte prematura e la pruderie per il vip con un background di scandalo. È così, giù tutti i media a dire com’era bello, com’era bravo ma, certo, così fragile e autodistruttivo (lieve tono di biasimo). Come non fossero stati loro gli stessi a darlo in pasto ai pesci qualche anno fa. Quando l’hanno fermato per adescamento e improvvisamente la sua faccia ha fatto il giro del mondo come gay dai facili costumi, diciamo così.

Dopo, si suppone non sia stata una passeggiata per lui, che non aveva scelto fino a quel momento di dichiarare la propria omosessualità pubblicamente.
L’outing a scuola viene definito bullismo. L’esposizione reiterata e insistente dell’intimità altrui è un reato che a volte sconfina nello stalking, altre nelle molestie. Dichiarare una cosa del genere sulle copertine dei giornali scandalistici sulla pelle (con la faccia) di qualcuno che ha una fama planetaria e non c’è luogo al mondo dove possa nascondersi, come si chiama?
Diritto di cronaca.

Essere vip non significa necessariamente essere più risolti, più forti o avere meno paure, e se anche il gay o la lesbica più sfigati hanno diritto alla loro privacy per paura che i 4 gatti del loro piccolo mondo tolgano loro il saluto o il lavoro, perché un cantante no, che vive tutto su scala maggiorata?

Invece di tanti “Ciao George”, con tono comprensivo e compassionevole di mamma TV che saluta l’ennesimo figlio dai nervi fragili, mi sarebbe piaciuto sentire almeno qualche “Scusa George, ogni tanto facendo il nostro lavoro perdiamo di vista l’umanità, come abbiamo fatto con te a suo tempo.

Riposa finalmente in pace se puoi, grazie per non aver fatto casini, per non aver picchiato persone o distrutto hotel, per aver scelto un’immagine pubblica positiva, sorridente e autenticamente gaia, e soprattutto per averci regalato alcune fra le canzoni più belle di sempre”.

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