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Ciao nonna

Ciao nonna

Mia nonna è nata nel 1925, seconda di tredici fratelli. Avrebbe compiuto gli anni tra pochi giorni, ma stava tanto male, e questa è l’ultima foto che abbiamo fatto insieme, qualche giorno fa. Ha conosciuto la guerra, la fame, la povertà, e ha smesso di contare gli interventi chirurgici che ha subito quando è arrivata a 13. Per tutta la vita fra i ricordi più indelebili per lei ci sono state la storia di Pippo il cacciabombardiere che passava sulle loro teste durante la Seconda Guerra Mondiale, e la strada per andare a lavorare in filanda, lunga chilometri che percorreva a piedi, con le scarpe in mano soprattutto se nevicava, per risparmiarle per i suoi fratelli più piccoli.

Non mi ha mai chiesto niente della mia vita, ma è riuscita a farmi capire senza ombra di dubbio che sapeva. Che capiva. E che non c’era l’ombra di un problema, come per lei non c’è mai stato: in tutta la vita non l’ho mai sentita criticare né giudicare nessuno, lei confidava serenamente nella bontà delle persone, e quando non c’era, in quella di dio. Ha sempre distinto le mie fidanzate dalle mie amiche, pur avendole viste tutte una volta soltanto, e quando non aveva le parole per dire ciò che intendeva, alzava le spalle e mi diceva “basta che sei contenta”. E la volta dopo mi chiedeva di quell’amica in particolare, per farmi capire che la distingueva dalle altre, finendo sempre il discorso con un “Deve piacere a te, non agli altri. Comunque sei più bella tu”.

Ciao nonna, mi mancherai da morire.

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