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Di corpi, estate, costumi e fatica.

Di corpi, estate, costumi e fatica.

Per tutte quelle che “non mi piace essere fotografata”, per quelle che sopportano il caldo torrido pur di non spogliarsi e scoprire le braccia o le gambe, per quelle che in spiaggia “sto bene qui grazie” per non alzarsi ed evitare la sfilata dal telo all’acqua. Per quelle che i vestiti si comprano per nascondere i difetti, o che certi modelli non li guardano neanche perché “sono fatte male”, oppure pensano che sia sempre meglio comprare una taglia in più che nasconde, o al contrario qualsiasi cosa vada bene purché si abbottoni. Per quelle che allo specchio vedono solo i difetti, che ballare non se ne parla proprio per carità, per quelle che se cadono fanno finta di non essersi fatte male perché pensano che sia colpa della loro mole, per quelle che fanno autoironia feroce pensando che così non si vede che odiano il proprio corpo. Per quelle che sono simpatiche il doppio o gentili il triplo per compensare il fatto di non avere la forma che vorrebbero, per quelle che dicono sempre di sì o si lasciano prevaricare perché pensano sia già un miracolo che qualcuno le voglia e perciò bisogna tenerselo a tutti i costi. E per tutte quelle che almeno una volta nella vita hanno declinato un invito, cancellato un programma o sono tornate indietro anche se erano già a metà strada perché l’idea di entrare in una stanza e sentirsi gli occhi addosso era insostenibile, e allora meglio tornare a casa e risparmiarsi la fatica, male che va sarà l’ennesimo pianto in solitudine, ma almeno non lo vedrà nessuno e in fondo domani è un altro giorno.

Lei è il mio souvenir di questa vacanza stupenda che sta per finire, la porto a casa come talismano e promemoria da scrivania, per ricordarmi che un altro modo di vivere il proprio corpo è possibile. Odiare il proprio aspetto non è un destino, e la vita migliora tantissimo “semplicemente” cambiando lo sguardo su noi stesse e allontanandosi delle persone che non hanno occhi buoni su di noi. Io lo sto imparando dai 40 in poi, magari qualcuna può riuscirci prima .

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