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Di madri, figli maschi e viaggi in treno

Di madri, figli maschi e viaggi in treno

In treno. Alla mia destra ho una coppia madre con figlio adolescente, idem dall’altro lato.
Quelli a sinistra hanno l’aspetto che mi attiva subito il giudizio: lei labbra gonfiate e sopracciglia tatuate, lui aria da bulletto, cappellino rovesciato e mp3, mentre quelli a destra sono più composti, lui ben pettinato con l’aria da college americano, lei elegante e discreta, tipo Laura Morante.
Partiamo, e inizia l’osservatorio incrociato.

I primi scherzano fra loro come fossero amici, devono essere cresciuti insieme suppongo, per l’aria da madre bambina che ha lei e per il modo protettivo con cui lui la guarda. Il ragazzo finge di ascoltare musica ma non perde una parola della telefonata che lei sta facendo con il nonno. Tema: in questi giorni hanno visto il padre del ragazzo, che però ha dato loro solo i soldi per il treno e non per il taxi e non sanno come tornare a casa. Si capisce che sono abituati a queste cose. Il ragazzo si intristisce per un attimo, poi lei riattacca e dice una sciocchezza che li fa ridere entrambi, e lui ricomincia a guardarla con gli occhi adoranti.
A destra intanto, il capitano della squadra di football viene accudito dalla madre come fosse un neonato: gli apre l’acqua, gli toglie le briciole dalla maglia, gli pulisce lo schermo dell’iPhone. Il principino prende tutto con sufficienza, lei parla e lui risponde a grugniti. Li guardo e, mentre penso che manca poco che lei si lecchi le dita per pettinarlo con le mani, lui dice che questi sedili Frecciarossa sono scomodi. Lei prontamente chiude la rivista che stava sfogliando e gli solleva la maglia, cominciando a carezzargli amorevolmente la schiena brufolosa.

A parte l’incredulità, ho tre riflessioni:

  1. Esistono corsi per tutto nella vita, tranne per la genitorialità, perché? Deve essere straordinariamente difficile crescere un essere umano e spessissimo le donne proprio su questo sono abbandonate a loro stesse, a inventarsi una cosa che ci hanno raccontato essere naturale, ma che naturale non è. Una società intera a dire quale dovrebbe essere il risultato, ma nessuno che dica loro come, o che dia una mano concreta. A volte sanno comunque fare miracoli.
  2. Ogni maschio di M ha alle spalle una donna che mi fa pensare “…ma perché??”
  3. Ho una tosse stizzosa da quando sono salita in treno e non so come fermarla. Mentre scrivo, la signora glamour nasconde a malapena il fastidio per il rumore che faccio cercando di non soffocare. L’altra mi ha dato una caramella magica e mi ha fatto un sorriso buono con gli occhi tristi.

Scusa signora con le labbra rifatte per i miei pregiudizi, per averti guardata per i primi 5 minuti solo per il tuo aspetto e per quello che credevo rappresentasse. Sono felice che tu abbia appena trovato un lavoro come parrucchiera a 100 km da casa. Scusa se ho ascoltato la tua telefonata al babbo, dove gli dicevi tutta felice di quest’occasione e della nonna che ti baderà il ragazzo mentre andrai a lavorare. E buona fortuna per tutto!
All’altra non so bene cosa augurare, troppo facile sia dirle poverina che darle la colpa per quella capra di figlio che sta crescendo.

Ad ogni modo, come spesso accade, i figli le donne li fanno con (e per) gli uomini. Ma poi alla fine se li smazzano quasi sempre da sole. C’è qualcosa di grosso che non va.

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