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Sulla riconoscenza, sui traguardi e sul coraggio di sognare

Sulla riconoscenza, sui traguardi e sul coraggio di sognare

Nella mia vita ho lavorato tanto. Ho cominciato a 15 anni nei fine settimana come aiuto cuoca, e nel corso del tempo ho fatto di tutto: cameriera, commessa, operaia, segretaria, ausiliaria, barista, ghostwriter, sondaggista, docente, educatrice, cassiera e cento altri.
Parallelamente, ho sempre avuto un senso tutto mio del tempo libero, e gli ultimi 10 anni almeno li ho spesi a fare gratis cose che altri fanno per lavoro: organizzazione eventi, ufficio stampa, social network, comunicazione, pubblicità, grafica, scrittura e promozione di idee, eventi o realtà che mi erano care. Prima il circolo lesbico, poi la mailing list, poi la discoteca gay, poi la Casa delle Donne, c’era sempre un progetto per cui per me valeva la pena di investire tempo ed energie. Così facendo ho guadagnato poco e imparato tantissimo, mi sono costruita competenze, sicurezze e relazioni importanti, oltre che una visione delle cose che mi piace, perché la sento mobile nonostante la mia naturale rigidità lombarda.

Però il tutto era calato in una vita che sentivo essere un po’ condotta a casaccio, senza grandi progettualità apparenti ma percorsa seguendo un filo sottile fatto di passioni e istinti, che spesso mi ha fatta interrogare allo specchio. Perché intanto gli anni passavano, e mentre le mie coetanee definivano i loro progetti di vita, chi il lavoro, chi la famiglia, chi altro ancora, io sembravo navigare a vista, sfioravo tutte le cose e avevo un sacco di potenziale, ma non approdavo mai da nessuna parte.

In queste settimane però, è come se il mio cielo si fosse aperto e finalmente arrivano i risultati di tanto lavoro e di tanti anni spesi un po’ alla cieca, alla ricerca della migliore me possibile. E così, mentre mi godo l’incredulità, la speranza e la gioia di vedere un sogno dietro l’altro realizzarsi o avvicinarsi, penso che stia accadendo tutto quello che ho sempre desiderato per la mia vita. Desiderato così tanto da non avere nemmeno il coraggio di dirlo ad alta voce. Per fortuna però c’è chi vede e parla anche per te, quando tu non hai neanche il coraggio delle tue emozioni.

E così, mi viene da dire grazie a chi ci ha creduto prima di me, a chi mi ha guardata con occhi migliori dei miei, e a chi mi ha aiutata in questi anni a non perdermi di vista senza giudicarmi, ma insegnandomi a vedere il mio meglio e a non averne paura.

Non so se sono pronta, ma l’ho sognato davvero per tutta la vita: e se questo è il momento di fare un salto (e mi sa che lo è), io lo faccio.

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